“DENTRO DI…”, un titolo particolare, come nasce la scelta?
“DENTRO DI…” mi sta particolarmente a cuore. Quando cercavo il titolo giusto per il mio primo romanzo, sentivo di volere qualcosa che potesse riguardare tutti. I puntini di sospensione sono il riassunto di questo mio desiderio. Se avessi scelto DENTRO ME, per esempio, sarebbe stato solo il mio racconto. La mia storia. Invece, volevo che il lettore potesse sentire questo romanzo come suo. Viverlo da un punto di vista interiore. Che potesse accorgersi con stupore che sensazioni e situazioni da lui vissute erano condivise da altri. Per questo il titolo è lasciato in sospeso.

Quali sono le fonti di ispirazione di cui si serve quando scrive? Parte da esperienze reali, autobiografiche o dalla sua immaginazione?
Nel momento in cui ho deciso di cimentarmi con la scrittura, ho cercato di riportare esperienze reali. Non amo il genere fantasy o il thriller. Preferisco la vita vera, poter condividere fatti, pensieri, dubbi con altre persone, in modo che si possano sentire coinvolte e possano trovare lo spunto, il coraggio per mettere il proprio vissuto a disposizione degli altri.
Quanto è sottile il confine tra realtà e finzione narrativa e di conseguenza il processo di immedesimazione del lettore con i personaggi?
E’ molto sottile. Non tutte le vicende che ho narrato sono autobiografiche, ma le conclusioni che si possono trarre, le riflessioni, i dubbi sono la mia realtà. Il ‘mio vero’ nascosto tra le righe. Che è ciò che spero arrivi al lettore. Molti miei amici hanno già letto questo romanzo. È stato molto gratificante verificare che molte delle vicende vissute dai protagonisti sono state le stesse per i lettori.

Oltre alla scrittura ha altri hobby?
Mi piacciono gli sport da combattimento come il pugilato o la thay, che pratico un paio di volte a settimana. Ritengo lo sport molto importante. Ti aiuta a crescere. Poterti confrontare con altre persone ti stimola e ti spinge a migliorarti, e ti da anche la possibilità di conoscere più realtà e stare a contatto con le nuove generazioni. Quando possibile, mi diverto ad andare a pescare con mio figlio che in questo campo è un vero talento.

Progetti Futuri?
In testa ho molte cose. Alcune sono talmente incise nella memoria che soffro quando non riesco a trovare del tempo per metterle giù, nero su bianco. Ho in mente titoli, copertine, la cronologia e data di possibile uscita. Tutto. La base principale su cui si muovono le mie idee rimane sempre e comunque lo studio di me stesso, nella speranza che ciò che scrivo possa incontrare le infinite e simili anime sperdute in questa esistenza.

Nel tuo romanzo qual è filo conduttore, l’obiettivo che ti prefiggi?
L’indagine dell’anima, il proprio IO interiore visto nella sua quotidianità e nell’interazione con gli altri. La riflessione, l’affrontare, il prendere di petto i propri dubbi, le paure. La volontà di chiudere dei cerchi lasciati aperti e riprendere a vivere guardando la vita in modo positivo, senza paura. Con la ferrea volontà di proseguire un cammino in salita dove, si arriva a vedere il sole e a godere del suo calore.
Non provieni, lavorativamente parlando, dal mondo della letteratura in genere. Cosa ti ha spinto a cimentarti con la scrittura?
È stato un impulso irrefrenabile. Ho sempre amato la letteratura, soprattutto dal Verismo in poi. È stato come essere vittima di una deflagrazione, un’esplosione che, nonostante gli innumerevoli impegni quotidiani, mi ha spinto a provare, ad organizzare e a concludere, all’insaputa di tutti, un percorso intimistico. La volontà di guardarmi Dentro…

In che senso all’insaputa di tutti?
Nessuno sapeva niente. È stata veramente dura perché devi trovare il modo di scrivere senza che nessuno s’avveda di ciò che stai facendo. In più non puoi chiedere consigli, e navighi a vista. Purtroppo, però, io vengo da una realtà dove queste iniziative non venivano viste di buon occhio

Dovevo solo pensare a studiare e a trovare il posto fisso. Quindi, ho preferito fare questa cosa prima di tutto per me stesso: cominciarla e portarla a termine era il mio primo obiettivo. Poi, grazie a Paola Caramella, sono riuscito a pubblicare questo romanzo. Ed ora, non mi resta che vincere il Nobel…

Visualizzazioni: 5 👁️

Mi chiamo Dèsirèe Fadda ho 28 anni e vivo a Torino. Ho terminato i miei studi universitari presso la Facoltà di Lingue e Letterature. Sono una giornalista sportiva di calcio dal 2009 elenco pubblicista della Regione Piemonte ed i miei hobby sono le arti da combattimento ed ascoltare buona musica e leggere.