Dopo quattro giorni di evento si è chiuso il Salone del Gusto Terra Madre a Torino Lingotto.

Queste sono state le dichiarazioni del Presidente di Slow Food Carlo Petrini:
«Questa è Terra Madre, una rete che forma anche parte della classe dirigente a livello planetario che si occupa di ambiente e sviluppo rurale. Spesso però sono proprio le popolazioni più povere a pagare il dazio più pesante del cambiamento climatico, ricevendo in cambio desertificazione e povertà»,


rilancia «È giunta l’ora di cambiare il passo, di dare il via a una mobilitazione dal basso che diventi elemento attivo e sia recepita dalla politica e dalla società civile. Dobbiamo partire dalle scelte quotidiane, che se realizzate da una moltitudine di persone in ogni angolo del mondo, si trasformano nel vero cambiamento».

E riferendosi all’evento che si avvia alla conclusione, continua:
«Ventidue anni fa, quando abbiamo iniziato questa avventura, non immaginavamo che le scelte che operiamo in questo contesto avrebbero potuto avere una rilevanza politica e internazionale, e questo carica l’avvenimento torinese di responsabilità».
«Il nostro obiettivo da oggi in avanti è che le azioni su cui ci siamo confrontati in questi cinque giorni diventino quotidianità».
È l’auspicio espresso da Daniele Buttignol, direttore generale di Slow Food Italia: «A metà dell’ultima giornata – ha proseguito – il numero di passaggi qui a Lingotto, che ne ha registrati 220.000. Significa che dopo l’edizione in centro città del 2016, tornare al Lingotto ci ha portato ad accogliere di nuovo tante persone che vogliono intervenire».

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Mi chiamo Dèsirèe Fadda, sono una giornalista sportiva della regione Piemonte.
Ho terminato i miei studi universitari presso la Facoltà di Lingue e Letterature.  I miei hobby sono: lo sport da combattimento, ascoltare buona musica e leggere.