L’ assegnazione del Circolo Garibaldi di Via Pietro Giuria a Torino ha suscitato qualche perplessità da parte dell’Associazione G1949. Ne abbiamo parlato con il presidente Bruno Cinzano.

 

Perché non vi convince l’assegnazione del Circolo Garibaldi?

L’assegnazione del Circolo, essendo un Bando di Interesse, è aperta a tutti, mentre, con la successiva comunicazione “Licitazione Privata”, volendo, inviti fatti su personaggi conosciuti e/o su preferenze personali. Ho citato il 231/2001 (Responsabilità amministrativa di persone giuridiche, società, enti – MIFID II) perché, specifico per la P.A., impone la massima trasparenza in tutti i passaggi, proprio per non avvantaggiare e/o favorire e/o dare sospetti in tal senso, quindi, con il passaggio fatto, da Pubblico a Privato non è del tutto conforme alle direttive di Legge. Le modalità stesse, con cui sono avvenute le convocazioni/adesioni, lasciano dei dubbi sul fatto della partecipazione, ossia, raccomandata A/R pervenuta il giorno prima del termine ultimo di presentazione. Se non recapitata per mancata presenza, il ritiro sarebbe avvenuto almeno 1 o 2 giorni dopo la scadenza della presentazione.

 

Qual era la vostra proposta?

Siccome deve essere un luogo aperto a tutti, quindi apolitico, aconfessionale e, sopratutto, senza celso, l’articolo apparso su La Stampa, non ricalca esattamente l’impegno dell’assegnazione, perché, vero che vogliono ripristinare lo “storico Centro Danza”, però, attività rivolte alla popolazione “matura”, come mostre, gite sociali, pomeriggi di giochi e/o di incontri con diverse tematiche, serate danzanti riservate a loro, non traspare nulla, solo attività con i giovani, esattamente come quelle che già fanno nell’altro Centro. Poi, nel nostro impegno, corsi di Educazione Civica, alfabetizzazione, rivolti anche a quelle persone che abitano il territorio, però, provenienti da altre nazioni e culture.

 

Come avete valutato costi e ricavi di un eventuale intervento?

Al fine di dare il giusto valore al Circolo, l’ispezione chiesta nel primo Bando, l’abbiamo effettuata con un architetto che presta anche la sua opera come legale del nostro tribunale. Scopo primario è la sicurezza, in tutte le sue forme, dei locali aperti al pubblico, quindi, ponderare tutte le opere per mettere a norma la struttura ricettiva. Non nascondo che, sentita l’offerta dei lavori da parte dell’altra associazione, mi sono trovato un po’ dubbioso sulla vera volontà della Circoscrizione a voler affrontare i veri problemi strutturali dell’edificio assegnato. Evidentemente, facendo un solo giro di valutazione e non a conoscenza dei reconditi problemi strutturali, hanno pensato e trovato sostegno nel “con una semplice mano di bianco…. anche il Colosseo sembra nuovo”.

 

Che cosa vi augurate che avvenga adesso?

Siccome sono un istruttore nazionale di Protezione Civile come Croce Rossa dal lontano luglio 1987, mi darebbe veramente fastidio “correre” anche al Circolo, per cui, preferirei che, senza rivalità o altro, ci confrontassimo seriamente sugli occulti motivi che gli impediscono/impediranno il tenere aperti i locali. Ci sono veri problemi da risolvere, non quelli che hanno visto e/o chiesti per gli adeguamenti di Legge, occulti problemi strutturali che rendono non agibile l’intero complesso.

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Mi chiamo Dèsirèe Fadda, sono una giornalista sportiva della regione Piemonte.
Ho terminato i miei studi universitari presso la Facoltà di Lingue e Letterature.  I miei hobby sono: lo sport da combattimento, ascoltare buona musica e leggere.