Il mondo in cui viviamo è in continuo divenire.

È lapalissiano ed ancora più evidente è la velocità a cui questi mutamenti si verificano, coinvolgendoci tutti. Come dimostrano le analisi storiche, il cambiamento segue dinamiche cicliche e non di meno, logica impone che tutto ciò che si ripete regolarmente possa essere previsto, pur sondando un terreno così ricco di variabili.

Siamo quindi ancora in tempo per poterci munire degli strumenti necessari ad affrontare quella che, in primis, Vernor Vinge, futurologo e scrittore statunitense, definì: “singolarità tecnologica”.

Questo l’argomento di uno degli eventi organizzati nel complesso dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, reso possibile grazie ad iBicocca, un progetto innovativo che propone attività ed eventi dedicati agli studenti iscritti a tutti i corsi di laurea triennale, magistrale ed ai corsi di dottorato e che ha come obiettivo quello di diffondere la cultura dell’innovazione, sensibilizzando gli studenti ad acquisire competenze trasversali certificate e spendibili nel mondo del lavoro.  

Cosa sono le singolarità tecnologiche?

Si ipotizzi che, in un dato momento storico si verifichi un passaggio dirompente, tale da apportare profonde modifiche nella realtà che ci circonda: la nostra singolarità.  Citando sempre Vinge, chi si troverà dopo il verificarsi di un simile evento, avrà la medesima difficoltà ad approcciarsi al cambiamento che un pesce rosso avrebbe nel comprendere la società umana.

Se simili prospettive vi portano a pensare <<Fermate il mondo, voglio scendere!>> vi  tranquillizziamo. Non è il caso di pensare ad un evento distopico, bensì ad un incremento della complessità degli strumenti a nostra disposizione.

Raymond Kurzweil, inventore, informatico e saggista statunitense, discute nei suoi numerosi scritti della prossima singolarità, descrivendola come la combinazione di tre importanti tecnologie del XXI secolo: Genetica, Nanotecnologia e Robotica. Possiamo meglio definire tali innovazioni come “esponenziali” o “emergenti”, poiché evidenziano un andamento di sviluppo e complessione non lineari e di difficile percezione, soprattutto se prese al loro stadio iniziale. Per meglio intenderci, potremmo paragonarne il verificarsi, al lancio di un sassolino in un lago. Un evento quasi impercettibile, ma i cui effetti sono ben evidenziati dalle increspature che, mano a mano, si effondono sul pelo dell’acqua passato un certo lasso di tempo.

Il cambiamento avviene sotto le punte dei nostri nasi: si pensi alla giovane blockchain, alla stampa 3D, alle Biotecnologie, alla realtà virtuale, all’esplorazione spaziale.

Basta tornare indietro di una ventina di anni: allora, se ci avessero descritto tutto questo, il pensiero sarebbe andato immediatamente agli elementi di una trama fantascientifica ben studiata.

Il compito dei giovani di oggi?

Responsabilizzarsi in merito all’utilizzo di tali tecnologie ed al riconoscimento della loro potenzialità intrinseca, andando contro quella che è una naturale ed umana tendenza alla resistenza di fronte al cambiamento. Ci comportiamo in tal modo per difendere le nostre abitudini, quando in realtà la strategia più efficiente per non essere sopraffatti da un mondo che accelera, è una sola: imparare a correre alla medesima velocità.

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