Il comico ha di base una dote naturale, studia recitazione comunque per acquisire la tecnica?

Lo studio è fondamentale e se si sceglie di non frequentar scuole, accademie o corsi  come nel mio caso (anche se certo non dico di non farlo) bisogna darci dentro sul campo anche se questo richiederà più tempo per imparare.

Anche se hai la dote innata del far ridere e star su un palco per quanto tu possa esser bravo anche a recitare di natura devi per forza studiare e perfezionarti passo passo, nel mio caso l’ho fatto e lo faccio tutt’ora non solo ascoltando i pareri di colleghi già affermati ma anche andandoli a vedere live, assister alle serate per non smetter mai di ridere ma anche sul lato tecnico per imparare sempre.

Osservare, e come detto nel mio caso studiare sul campo e imparare sopratutto quando pensi di stare facendo bene, proprio li non devi abbassare la guardia e ogni santo giorno alzarti e perfezionarti.

Ti diverti sempre quando fai divertire gli altri?

Premetto che per assurdo in foto o comunque di persona non è facile vedermi con il sorriso a stampo, non ostento mai la risata esterna ma son uno che ride dentro e di gusto alle volte, non amo nel settore veder risate forzate non son il tipo…

Se mi diverto quando faccio divertire gli altri? Assolutamente sì, questo fin dai tempi delle serate o feste in compagnia con gli amici dove ero quello che animava le serate e lo facevo non per esibirmi non c’era un palco, ma per puro gusto di divertirmi e far divertire.

Come dico sempre “faccio ciò che ho sempre amato ed amo dal posto più bello che ci sia cioè il palco”… Come si può veder in alcuni momenti live al Cab41 di Torino, a tratti mi soffermo e rido ma davvero sul palco vivendo il mio personaggio (grazie alla brillante conduzione di Gianpiero Perone) come se fosse esterno a me… Son sensazioni a volte paradossali, esser vittima di ciò che sto facendo e “ridere con me stesso di me stesso” e penso che questo sia il motore di tutto, la passione che arde dentro per ciò che fai.

Ma non solo ci si diverte mentre fai divertire gli altri, ma realmente anche dietro le quinte con altri colleghi mentre altri ancora  a turno si stanno esibendo, come mi capita con Mauro Villata dove ogni volta dietro il sipario si ride ancora con più gusto perchè si parla a bassa voce e quando scappa la risata trattenerla poi è sempre un problema, questo per far capire come il divertimento è davvero reale a 360 gradi.

Ma per quanto possa divertirmi e far eventualmente ridere, il fattore più importante oltre l’appoggio di professionisti sul palco ì, è il pubblico, lui è il vero giudice e da esso capisci se stai facendo bene o c’è da correggere.

Ho sempre pensato che pur stando alle regole del palco ed ascoltare i consigli di chi è più avanti di te nel cammino artistico, si debba piacere al pubblico prima di tutto, lui è il vero giudice e una risata può a volte salvar un comico, bella questa cosa riporta un pò ai tempi dei giullari, figure oggi viste “ridicole” ma son stati i veri precursori della comicità dove se si errava una battuta non c’era il “ok studio e torno” ma il “non torni più” dato la fine che i Re gli facevano fare.Concludo questa domanda dicendo che “non mi diverto quando cerco di far ridere ma… Molto molto di più”!!!

La comicità è una cosa seria?

Bella domanda questa, ha in se gli opposti cioè “comcità-serietà” che son a parer mio inconciliabili, cioè per la serietà affine alla risata c’è altro come la satira che è  più pungente e può toccar argomenti più seri appunto. La comicità è l’unica valvola di sfogo in un mondo dei media dove tra giornali e TV regna il dramma, il disastro e la conta dei morti giornalieri, non a caso in TV la comicità (eccetto programmi storici) sta sempre più sparendo. La gente vuol ridere, divertirsi ed un esempio lampante che tutti possiamo vedere son i social che sono liberi dove davvero una persona può dire ciò che gli pare e nella maggior parte sono pieni zeppi di link divertenti, battute, stati o foto a tema.

Alla fine penso che la comicità debba esser solo e unicamente tale, senza andar oltre, la gente vuol leggerezza, semplicità e cose dirette lo noto quando cerco di crear un personaggio un pò più complesso ad esempio come “Ipo l’ipocondriaco”, poi vado a creare “Jimmy Wuips il personal trainer dei VIP” più diretto, leggero, semplice e avverto

Progetti futuri?

Bene, bene, bene direi… Cioè per scaramanzia non svelo mai prima cosa ho in mente e tutto ciò che creo a volte arriva come con il personaggio “Jimmy Wuips” in una sola settimana, altre volte dopo mesi come eventi o trasmissioni. Però posso dire che tra i progetti giornalieri e futuri c’è di portar sempre più su il programma “Comics Carpool” che partì da una WEB TV della provincia 4 anni fa ed ora è in TV ma sul digitale terreste su ben tre emittenti regionali in tutto il Nord-Ovest Italia cioè TelePavia in Lombardia, VDA e VideoNord (gruppo Rete) in tutto il Piemonte e Val D’Aosta.

Poi ciò che sto creando (non si può dire) per la parte eventi live e dopo aver avuto non la fortuna (perchè essa non esiste ma ce la si crea cavalcando e usando bene le opportunità che si hanno nel cammino in arte) di inziar la vera comicità gia su palchi non di primo livello beh, tra i progetti c’è il crescere sempre più come comico e sempre, sempre divertendomi.

 

i link :

Peeter Cabaret: facebook.com/peetercapcabaret/

Comics Carpool: facebook.com/comicscarpool

Visualizzazioni: 72 👁️

Mi chiamo Dèsirèe Fadda ho 28 anni e vivo a Torino. Ho terminato i miei studi universitari presso la Facoltà di Lingue e Letterature. Sono una giornalista sportiva di calcio dal 2009 elenco pubblicista della Regione Piemonte ed i miei hobby sono le arti da combattimento ed ascoltare buona musica e leggere.